Produrre vapore e calore di processo a impatto zero sul clima
Gli accumulatori di energia termica: la chiave per la decarbonizzazione della produzione di vapore

Un articolo a cura di Martin Schichtel, CEO e cofondatore, Kraftblock | Tradotto dall'IA 5 min Temps de lecture

La decarbonizzazione della produzione di vapore rappresenta una prova del nove per l’industria chimica: occorrono soluzioni in grado di conciliare la tutela del clima, la sicurezza dell’approvvigionamento e i costi. I sistemi di accumulo di energia termica (TES) trasformano l’elettricità rinnovabile a basso costo in calore ad alta temperatura, la immagazzinano e forniscono vapore in base al fabbisogno. In questo modo è possibile attenuare la volatilità dei prezzi dell’elettricità e continuare a utilizzare gli impianti esistenti senza grandi interventi di ristrutturazione. Il progetto Kraftblock/Eneco/Pepsico nei Paesi Bassi dimostra quanto questa soluzione sia scalabile.

I container di accumulo Kraftblock installati forniscono calore di processo a basse emissioni di CO₂ a Pepsico.(Immagine: Kraftblock GmbH)
I container di accumulo Kraftblock installati forniscono calore di processo a basse emissioni di CO₂ a Pepsico.
(Immagine: Kraftblock GmbH)

Un approvvigionamento energetico affidabile e accessibile è essenziale per l’industria chimica al fine di rimanere competitiva. Il vapore costituisce la spina dorsale di quasi tutti i processi produttivi, dalla distillazione e dall’essiccazione fino ai processi di cracking o ad alta temperatura. Il passaggio alle energie rinnovabili non è quindi solo una necessità ecologica, ma anche un dilemma economico: i costi legati alle emissioni di CO₂ aumentano, mentre i clienti sono disposti solo in misura limitata a pagare un sovrapprezzo per i prodotti «verdi». Sono necessarie soluzioni che coniughino la tutela del clima, la sicurezza dell’approvvigionamento e la redditività. Gli accumulatori di energia termica (TES) offrono proprio questo.