Le GMP come fattore che influenza il time-to-market
Perché la conformità viene definita già in fase di progettazione

Mis à jour le 15.06.2026 Un articolo a cura di Dott.ssa Heike Kerwin, responsabile di progetto e responsabile del commissioning e della qualificazione presso Spiegltec | Tradotto dall'IA 6 min Temps de lecture

Nei progetti farmaceutici, il time-to-market raramente viene determinato nella fase finale. I ritardi si verificano solitamente nelle prime fasi: nella progettazione, nelle specifiche, nelle decisioni relative ai fornitori e nella comprensione delle GMP. Chi considera la qualificazione solo come una fase di collaudo rischia di dover effettuare lavori di rifinitura e di incorrere in ritardi nella documentazione. È fondamentale un cambio di prospettiva: il «Design for Compliance» diventa il ritmo da seguire.

Tre aspetti critici nei progetti GMP sono: 1) l’integrazione troppo tardiva dei requisiti GMP, 2) la mancanza di obblighi contrattuali in materia di documentazione, 3) specifiche prive di un approccio basato sul ciclo di vita.(Immagine: Generato dall'IA)
Tre aspetti critici nei progetti GMP sono: 1) l’integrazione troppo tardiva dei requisiti GMP, 2) la mancanza di obblighi contrattuali in materia di documentazione, 3) specifiche prive di un approccio basato sul ciclo di vita.
(Immagine: Generato dall'IA)

Un tecnico si trova nella camera bianca, la cuffia è indossata, gli attrezzi sono stati disinfettati, il tempo stringe. Il fornitore comunica: «SAT completato». Il team di progetto è in collegamento, così come il controllo qualità (QA). Ma il responsabile della qualificazione obietta: «“Eseguito” non significa “completato”. “Completato” significa documentato, verificato, approvato – con la firma finale». Due termini che in molti progetti vengono trattati come sinonimi decidono improvvisamente il destino di settimane: la tabella di marcia verrà rispettata o l’avvio della produzione subirà un ritardo?