Recupero di calore nei compressori
Recupero di calore tramite il compressore: quando le apparecchiature rotanti riscaldano l'impianto

Mis à jour le 04.02.2026 Da Daniela Koehler, laureata in economia aziendale, addetta stampa di Kaeser Kompressoren | Tradotto dall'IA 9 min Temps de lecture

Riutilizzare fino al 96% dell’energia di azionamento del compressore: sembra quasi un moto perpetuo. Eppure il recupero di calore non è affatto una scienza occulta, se fatto nel modo giusto. Ciò consente di risparmiare denaro ed energia, ma anche di evitare la fastidiosa obbligo di rendicontazione previsto dall’Atlante termico.

Ecco come si presenta: una tipica stazione di aria compressa con condotti per il recupero del calore. Attraverso questi condotti, l’aria calda viene convogliata nei locali adiacenti.(Immagine: Kaeser)
Ecco come si presenta: una tipica stazione di aria compressa con condotti per il recupero del calore. Attraverso questi condotti, l’aria calda viene convogliata nei locali adiacenti.
(Immagine: Kaeser)

I compressori e l’aria compressa da essi generata sono onnipresenti nell’industria. Tuttavia, per quanto versatili possano essere i compressori, il loro utilizzo comporta un elevato consumo energetico. Spesso si dimentica, però, che è possibile sfruttare anche il calore residuo dei compressori. La parola magica è recupero di calore. In concreto, secondo gli esperti, in questo modo si potrebbe rendere disponibile per un ulteriore utilizzo fino al 96% dell’energia di azionamento. Ciò consente di risparmiare energia e costi, riduce l’impronta di CO2 e alleggerisce la pressione normativa a carico dei gestori.