Sostanze alchiliche per- e polifluorurate (PFAS)
Alla ricerca delle sostanze chimiche eterne: come i parametri di somma ampliano l’analisi dei PFAS

Un articolo a cura di Lucia Meier, redattrice marketing, Metrohm AG | Tradotto dall'IA 5 min Temps de lecture

I PFAS rappresentano un problema. Quasi onnipresenti, estremamente variegati, stabili, persistenti e spesso tossici, entrano nell’organismo umano attraverso la catena alimentare. I metodi di analisi tradizionali rilevano quantitativamente solo una piccola parte di queste sostanze. Tuttavia, i parametri di somma possono ampliare l’analisi dei PFAS.

Fig. 1: Un metodo consolidato per la determinazione dei parametri sommatori AOF, EOF e TOF, rilevanti per l’analisi dei PFAS, è la cromatografia ionica a combustione (Combustion Ion Chromatography, CIC)(Immagine: Metrohm AG)
Fig. 1: Un metodo consolidato per la determinazione dei parametri sommatori AOF, EOF e TOF, rilevanti per l’analisi dei PFAS, è la cromatografia ionica a combustione (Combustion Ion Chromatography, CIC)
(Immagine: Metrohm AG)

Le sostanze alchiliche per- e polifluorurate (PFAS) sono diventate negli ultimi anni oggetto di crescente attenzione da parte dell’analisi ambientale, della normativa e anche dell’opinione pubblica. La loro straordinaria stabilità chimica e persistenza fanno sì che si accumulino in tutto il mondo nell’acqua, nel suolo e nei sistemi biologici. È proprio questa stabilità a rendere PFAS a uno dei problemi ambientali più ostinati del nostro tempo. Dal punto di vista dell’analisi ambientale, l’industria si trova ad affrontare la sfida della misurabilità, in particolare per quanto riguarda il rilevamento analitico affidabile delle sostanze rilevanti.