Notizie in tempo reale di settembre: aggiornamenti dal settore dell'industria di processo Burghausen fa causa per la contaminazione da PFOA – Richieste di risarcimento per milioni

Da Wolfgang Ernhofer 26 min Tempo di lettura

Nel ticker di notizie costantemente aggiornato, la redazione di PROCESS riassume in modo sintetico gli avvenimenti del settore. Che si tratti dell’industria chimica, farmaceutica o alimentare, vengono riassunti tutti gli argomenti relativi all’ingegneria dei processi, così come le notizie politiche ed economiche relative all’industria di processo.

(Immagine: di pubblico dominio /  Pixabay)
(Immagine: di pubblico dominio / Pixabay)

25 settembre 2026

Burghausen (dpa/lby) *Ore 18:10 –Burghausen fa causa per la contaminazione da PFOA – Richieste di risarcimento per milioni

Il Comune di Burghausen intende presentare nelle prossime settimane un ricorso presso il Tribunale regionale di Traunstein contro una o più aziende chimiche in merito alle conseguenze di un'esposizione pluriennale al PFOA. «La denuncia verrà presentata entro la fine dell’anno, prevediamo che ciò avvenga a novembre», ha dichiarato alla dpa il sindaco di Burghausen, Florian Schneider (SPD).

Il Consiglio comunale aveva deciso di presentare una cosiddetta azione di risarcimento, rivendicando così circa un milione di euro di spese già sostenute dal Comune e dalle società municipalizzate, tra l’altro per lavori edili. Secondo quanto riferito, l’azione legale sarebbe diretta, tra l’altro, contro il gruppo Dyneon. Diversi media ne avevano dato notizia.

Inoltre, il Comune intende presentare crediti per un importo compreso tra circa 80 e 100 milioni di euro nei confronti della 3M, società madre di Dyneon. Poiché Dyneon è stata venduta, in questo caso sono in corso i termini di prescrizione. Secondo le informazioni disponibili, il credito deve essere presentato entro sei mesi dalla vendita, ovvero entro la fine di quest’anno.

Questa richiesta così elevata riguarda i costi conseguenti stimati che, tra l’altro, potrebbero ricadere esclusivamente sul Comune di Burghausen nell’ambito di vari progetti edilizi. Il terreno, situato non lontano dal «triangolo chimico» bavarese, è in molti punti contaminato da PFOA. Lo smaltimento di tali sostanze risulta estremamente costoso nei progetti edilizi.

Ciò riguarda i progetti edilizi pubblici, gli investitori, ma anche i proprietari di terreni privati e chi costruisce la propria casa. «Gli investitori sono titubanti a causa dei costi aggiuntivi previsti e, di conseguenza, in alcuni casi hanno già annullato i progetti», ha affermato il sindaco Schneider.

L'azione legale intrapresa dalla città di Burghausen potrebbe fungere da modello anche per altri comuni, investitori e altre parti interessate colpite dalla contaminazione da PFOA. In passato, il PFOA veniva utilizzato legalmente dalle aziende del parco chimico di Gendorf a Burgkirchen an der Alz, non lontano da Altötting. Tuttavia, dal 2020 la produzione di questa sostanza chimica è vietata nell’UE. Secondo l’Ufficio federale dell’ambiente, il PFOA non è biodegradabile ed è diffuso in tutto il mondo.

La sostanza è stata rilevata anni fa nell’acqua potabile di alcuni comuni, tra cui Altötting, e successivamente anche nel sangue dei residenti. Come misura principale, le reti di approvvigionamento idrico interessate sono state quindi dotate, tra l’altro, di filtri a carbone attivo. L’acqua potabile è ora pulita. Il PFOA è considerato potenzialmente cancerogeno e può causare ulteriori conseguenze per la salute; tra l’altro, si ritiene che possa compromettere la fertilità.

Essen (dpa) *ore 16:26 –BASF sonda il terreno riguardo a Evonik

Nel bel mezzo di una profonda crisi del settore, il gruppo chimico BASF ha messo gli occhi sul fornitore di prodotti chimici speciali Evonik. Come confermato da Evonik a Essen, il colosso del settore con sede a Ludwigshafen ha contattato l’azienda con una proposta non vincolante.

Tale offerta sarebbe finalizzata a un’offerta pubblica di acquisto volontaria su tutte le azioni della società. Al momento, tuttavia, non sarebbero in corso trattative. In precedenza, alcuni media avevano riportato la notizia, tra cui il «Financial Times» e l’agenzia di stampa Bloomberg.

Secondo Bloomberg, BASF sta valutando un accordo con alcuni consulenti già da diversi mesi. Il «FT» ha riferito, citando fonti vicine alla vicenda, che l’azienda di Ludwigshafen avrebbe discusso di un’acquisizione non solo con la società, ma anche con la Fondazione RAG, in qualità di azionista di maggioranza di Evonik.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, il più grande gruppo chimico al mondo vorrebbe ampliare la propria presenza regionale e la propria gamma di prodotti attraverso un’acquisizione, anche per rafforzare la propria posizione nella concorrenza con i fornitori cinesi. Considerando il valore di borsa di Evonik, superiore a otto miliardi di euro, si tratterebbe di un’operazione di grande portata.

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La BASF non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito alle notizie. La Fondazione RAG ha confermato di essere stata contattata dalla BASF in merito a un’eventuale offerta pubblica di acquisto volontaria.

La fondazione non ha voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni. Ha tuttavia sottolineato che attualmente detiene tre obbligazioni con diritto di conversione in azioni Evonik. Secondo quanto dichiarato dalla stessa Fondazione RAG, questa detiene circa il 43,8% della società e il suo voto è considerato determinante per un’eventuale fusione.